Radio digitale, la sperimentazione finalmente inizia sul serio
Caro Direttore,
qui in Svizzera già da qualche anno le trasmissioni radio oltre alle onde medie FM utilizzano la tecnologia digitale chiamata DAB (Digital Audio Broadcasting). In questo sito trova maggiori informazioni sullo stato della tecnologia e sulle emittenti digitali nella confederazione elvetica: http://www.dab-digitalradio.ch
Evidentemente la situazione dell’etere italiota è ben più complessa di quella minimale e strutturata della Svizzera, per questo con l’avvicinarsi dello “switch off” della televisione analogica in favore di quella digitale ed il conseguente liberarsi di molte frequenze la RAI (attraverso la società RAI WAY) punta a rilanciare la sperimentazione della radio digitale utilizzando una nuova tecnologia T-DMB combinata al Dab+. Ciò consentirà di avere numerosi vantaggi:
-il mantenimento di una pluralità informativa grazie alla presenza delle radio private come nelle onde FM
- la riorganizzazione delle frequenze secondo un criterio di omogeneità, ovvero la stessa radio sarà ascoltabile sulla stessa frequenza da Milano a Palermo
- una qualità audio paragonabile a quella dei CD
- la possibilità di veicolare anche immagini ed altri contenuti multimediali (ad esempio previsioni meteo, situazioni del traffico, bibliografie etc..)
Per poter far decollare la tecnologia sono già in arrivo radio digitali delle dimensioni di un cellulare i cui costi potrebbero partire dai 30 euro. La Rai sta già da qualche tempo sperimentando questo servizio in diverse città campione, ma dal primo ottobre la sperimentazione verrà allargata a Roma e provincia, interessando così direttamente milioni di persone.
Non mancano però i rischi, è necessario arrivare quanto prima ad una regolamentazione precisa e puntuale delle frequenze per evitare gli errori commessi in passato non consentendo più lo svilupparsi della giungla delle frequenze. Non se lo possono permettere gli operatori, ma nemmeno i cittadini. Speriamo!
Marco Thurn
